"Credo che il cinema sia magia. Fare un film
significa condensare un'intera esistenza di emozioni
e idee in una capsula di due ore, e la speranza
è che in quelle due ore il pubblico dimentichi tutto
il resto e che la celluloide gli cambi la vita. E' folle,
è un presupposto presuntuoso e assurdo, eppura la
speranza è questa."

— John Cassavetes

Francesco Munzi Stampa E-mail


munzi-ritLaureato in Scienze Politiche, nel 1998 si diploma in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia.
Durante tutti gli Anni Novanta, inizia a lavorare come documentarista, firmando opere come Van Gogh (1990), La disfatta (1994) e Il neorealismo. Letteratura e cinema (1999).
Parallelamente, comincia anche a firmare i suoi primi documentari: Valse (1992); Tre del mattino (1994); Nastassia (1996); L'età incerta (1998); e Giacomo e Lo Mua (1999).
Debutta nella regia di un lungometraggio nel 2004 con Saimir. Il film, presentato nella sezione Orizzonti della Mostra del cinema di Venezia, dove riceve la menzione speciale del Premio Luigi De Laurentiis Opera Prima, raccoglie ampio consenso critico, ottiene cinque candidature ai Nastri d'argento 2006, due ai David di Donatello 2006 e viene nominato all'European Film Awards per la miglior rivelazione - Prix Fassbinder.

Munzi vince il Nastro d'argento al miglior regista esordiente ed è candidato all'analogo David di Donatello.
Nel 2008 realizza il suo secondo film, Il resto della notte, presentato nella Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes.
Nel 2014 presenta in concorso alla 71ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il film Anime nere ispirato dell'omonimo romanzo di Gioacchino Criaco. Il film è stato accolto con tredici minuti di applausi e ricevendo recensioni entusiastiche sia dalla critica italiana che da quella internazionale. Nel maggio 2015, il film riceve sedici candidature ai David di Donatello 2015, compreso miglior film, regista e sceneggiatura, vincendone 9.

 

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