"Prima di raccontare, osserva.
Prima di comunicare qualcosa agli altri con immagini e parole,
fai in modo che quelle immagini e quelle parole ti suonino familiari.
Prima di muovere la fantasia, afferra le cose che hai intorno."

— Gianni Amelio

Francesco Amato Stampa E-mail

Francesco AmatoNasce a Torino nel 1978.

Dopo aver realizzato, dal 2001 al 2003 a Bologna, documentari e cortometraggi tra cui “Figlio di penna” (vincitore del Torino Film Festival, Visioni Italiane, in concorso a Cannes), frequenta a Roma il Centro Sperimentale di Cinematografia.

Ma che ci faccio qui!” è il suo film di diploma, il primo film di lungometraggio prodotto all’interno del Centro Sperimentale. Coprodotto da Raicinema, “Ma che ci faccio qui!” esce in 35 copie, distribuito da Istituto Luce, nel settembre 2006, e ci rimane per un mese. Vince premi ad Annecy, il Nice a San Francisco, e viene proiettato in 20 paesi. E’ candidato al David Donatello e ai Globi d’oro come miglior opera prima.

Dal 2007 scrive due copioni, per ITC Movie e Cattleya; vince una borsa di studio alla New York Film Academy dove frequenta il corso di Regia; è insegnante di Regia alla Scuola Holden di Torino, al Centro Sperimentale di Roma e alla sede di Palermo; dirige, per dieci settimane, la seconda unità della serie tv “I liceali II”, regia di Lucio Pellegrini. Assieme a giovani colleghi, è tra i soci fondatori del progetto Kino, cinema indipendente nato a Roma nel 2010.

Tra il 2011 e 2012 gira, in co-regia con Stefano Scarafia, una serie di documentari in Africa: Kenya, Etiopia e Senegal. I lavori, che hanno per tema le comunità del cibo Slow Food, vengono presentati al Festival di Berlino, nella sezione Kulinarisches Kino, nelle edizioni del 2012 e 2013.
Nel 2011 realizza “Cosimo e Nicole”, prodotto da Cattleya, con Riccardo Scamarcio e Clara Ponsot, con cui vince “Prospettive Italiane” al Festival di Roma 2012.

 

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