"Non è necessario essere folli per fare del cinema.
Ma aiuta molto"

— Samuel Goldwyn

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Gianluca Arcopinto Stampa E-mail

gianluca_arcopintoGianluca Arcopinto, produttore, distributore, regista di documentari, docente al Centro Sperimentale di Cinematografia, scrittore e qualche volta anche attore, si è sempre distinto per la libertà e il coraggio delle sue scelte. Si tratta di uno dei più coraggiosi produttori indipendenti del Cinema Italiano: indipendenza ed autonomia sono le sue parole d’ordine.


Uno dei primi progetti è stato Ospiti (1998) di Matteo Garrone, seguito da Un amore (1999) di Tavarelli, l’ultimo è Ruggine (2011) di Daniele Gaglianone, un bellissimo noir che ha partecipato, nella sezione Controcampo italiano, alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2011.

Tra Tavarelli e l’ultimo Gaglianone, Arcopinto ha prodotto e distribuito almeno un centinaio di lungometraggi che gli hanno fatto scoprire talenti come Matteo Garrone, Luca Miniero, Paolo Genovese, Eugenio Cappuccio, Vincenzo Marra, Salvatore Mereu, Francesco Munzi e Gianni Zanasi.
Nel 2005 ha diretto il documentario Nichi, un ritratto di Nichi Vendola, nel 2007 Angeli distratti, sulla guerra in Iraq.

Arcopinto dopo aver conseguito la laurea in letteratura Italiana, si diploma in Organizzazione della Produzione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. È Consigliere di Amministrazione del Centro Sperimentale di Cinematografia dal 1985 al 1988 e membro della Commissione Didattico-Culturale negli anni 1993-1994. Dal 1991 insegna produzione al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Ha scritto articoli di politica cinematografica su varie riviste; le raccolte di poesie Raffaele e altri nove ritratti (1979) e Utopismo (1981); la raccolta di racconti A reti bianche (2006); il saggio Mi dicevano Pablo (2007).
Fonda due società: nel 1989 l’Axelotil con Luca di Benedetto, nel 1998 la Pablo Film, una delle case di produzione più rilevanti nel panorama italiano del giovane cinema indipendente. Come miglior produttore italiano, negli anni ha ottenuto una candidatura al David di Donatello (2008, Sonetaula) e cinque ai Nastri d’Argento (2004 Saimir, 2003 Ballo a tre passi, 2002 Incantesimo napoletano, 1998 Il caricatore, 1996 Nella mischia). Tra gli altri premi ha vinto il Sacher d’Oro 1996/97 per Il caricatore, il Globo d’Oro 2008 per Sonetaula e il F.I.C.E. come miglior produttore del 2010.

 

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